Monday, June 05, 2006

AFRODISIACO NATURALE

Peperoncino calabrese o di Soverato... è una specialità della cucina tipica calabrese, dal sapore piccante, dal forte aroma, che viene usato per condire molte pietanze come: la pasta, la pizza, melanzane ripiene, parmigiana, insalate e tanti altri piatti. La pianta è facile da coltivare e in Calabria molte famiglie ne hanno una in casa su un balcone pronta all'uso. Il peperoncino calabrese di forma a corno di colore rosso viene esportato in tutto il mondo perchè molto richiesto per le sue alte qualità aromatiche, terapeutiche e non solo.......

NEL TEMPO..


Profumo, dal latino per fumum: attraverso il fumo, le essenze odorose si sprigionavano dalle bacche o dal legno, scaldati lentamente o bruciati, e raggiungevano -sulla loro esile scia a spirale- il cielo, dimora degli Dei. Già nel 3000 avanti Cristo le vie delle spezie erano affollatissime: Sumeri, Egizi, Assiri, Babilonesi, Cinesi, Indiani e Persiani, Greci e Romani per tutta l'antichità percorsero incessantemente quelle rotte su navi leggere o dietro lunghe carovane, scambiandosi quella merce preziosissima e insostituibile ("spezia" viene da "species" cioè "merce speciale", ben distinta da quella ordinaria). Ogni volta che con un gesto distratto spargiamo il nostro profumo preferito, ripetiamo gesti antichi e perfino sacri, che rimandano a quei tempi lontani ma non dimenticati, a quei luoghi cancellati dalla terra, ma non dalla memoria. Immateriale ma intensissimo, invisibile ma irresistibile, il profumo fu presto simbolo dell'anima, di ciò che è ineffabile, inesprimibile eppure evidente, avvertibile e presente come la vita stessa. E infatti fu collegato al sacro, alla divinità, al mondo dei morti. Così i sacerdoti egizi celebravano riti di passaggio tra la vita e la morte attraverso la magia delle essenze (resine e spezie servivano per l'imbalsamazione, conservavano l'apparenza della vita, moltiplicavano il mistero) e in Cina l'incenso "nobile" si doveva bruciare nelle notti di luna piena can-tando al suono di un liuto, per mettere in fuga gli spiriti maligni. Non diversamente per ogni cerimonia nell'antica Grecia di Pericle, come nella molle e lussuriosa Roma imperiale, c'erano "unguenta" e "thumiamata" appropriati. I miti, terribili Dei gradivano assai quegli inebrianti sacrifici.

NASI....


Amato, rispettato, deriso, maledetto, il naso è lì, al centro del nostro viso, protuberanza avanzata a cogliere, come il periscopio di un sommergibile, anziché il mutare dell'onda, la sostanza dell'aria. E' in questo organo che ha sede, nonostante l'apparenza spesso non faccia supporre un contenuto tanto prezioso, il più delicato e gentile dei sensi: l'olfatto.Villana per natura, gocciolante e starnutente, questa nostra superba appendice nasale, le cui differenti fattezze sono state poeticamente declamate in quaranta provocatorie e divertenti metafore da Cyrano di Bergérac nel capolavoro di Edmond Rostand (ma guai a sorridere o a nominare il sostantivo "naso" in presenza di Cyrano), spesso è entrata da protagonista nella storia. Voltaire affermava: "Se il naso di Cleopatra fosse stato più grande, la geografia politica del nostro pianeta sarebbe mutata", e Babilonia non sarebbe caduta se Zofiro non si fosse tagliato il naso e non avesse chiesto ospitalità ai babilonesi incolpando Dario del misfatto. Impietositi da tanta malvagità, i babilonesi accolsero tra le loro mura Zofiro, che la notte stessa aprì le porte all'esercito di Dario provocando così la distruzione della città. I turchi (quante malvagità si sono raccontate sui turchi) per contare i nemici morti mozzavano loro il naso, li mettevano sotto sale e li spedivano al Sultano.Il naso è anche stato protagonista di una quantità infinita di leggende tendenti a attribuirgli proprietà o caratteristiche improprie: non è vero, per esempio, che la capacità olfattiva sia proporzionata alla dimensione del naso, né che altri attributi siano condizionati dalla sua grossezza. Maometto, Gregorio XVI, Mazarino, San Carlo Borromeo erano tutti nasoni ma nella maggior parte dei casi non eccelsero nel fiuto e usavano il letto soprattutto per riposarsi. Altri uomini famosi ebbero la loro casata cucita al naso: il cardinal Nasalli, Nasar, ammiraglio bizantino che sconfisse la flotta saracena, Diego Naselli dei principi d'Aragona, Oberto Nasello, cancelliere genovese, Giuseppe Nasi duca di Nasso, Francesco Nasini e Francesco Nasocchio, rispettivamente artista e storico, Sebastiano Nasolini, compositore, Pietro Nason, pittore, Giovanni Naso, giurista di Palermo.Personaggi celebri, poi, hanno posseduto un naso che non passava inosservato: quello di Napoleone e di Dante era "a falchetto"; a Francesco I venne attribuito il soprannome di "re Nasogrande" e Ovidio è anche conosciuto dagli studenti come Publius Ovidius Naso. San Luca, ancora, descrive il naso della Vergine Maria "lungo e aquilino" e Scipione per il suo grande naso veniva chiamato Nasica.Ma per noi che amiamo e curiamo il nostro naso, sia esso a patata, aquilino, greco, gobbo, carota, peperone, alla francese o gnocco, delicatamente soffiando in ovattati fazzolettini di morbida carta quando è raffreddato e che inorriditi fuggiamo dagli ambienti fumosi e tossici per non irritare le sue delicate mucose, esso è strumento di delizia e non sentiamo imbarazzo nell'estasiarci e nell'aspirare profondamente, con evidenti sintomi di sacrilega voluttà, tra la sorpresa dei profani, profumi e odori ogni qual volta vaganti molecole odorifere accarezzano le nostre narici. ( Daniela Candio)

Tuesday, May 23, 2006

aroma terapia



L'aromaterapia è una di quelle cure annoverate dalla civiltà occidentale nella categoria delle "medicine alternative". Prevede lo sviluppo del potenziale umano mediante l'utilizzo degli oli essenziali, estratti in modo da conservarne le caratteristiche e le proprietà.
Le proprietà degli oli essenziali sono:
antisettiche
antitossiche
cicatrizzanti
antiparassitarie
antireumatiche
tonificanti
stimolanti sulla sessualità

Profumo di bosco


Cosa evoca l'immagine?
Si lo so una scorpacciata di funghi porcini, ma anche un'intensa fragranza di terra umida di bosco che ti trsporta in un'atmosfera irreale di silenzio magica del sottobosco ombroso trafitto da rari squarci di sole. Infondo basta poco per immaginare.

i profumi nell'ambiente


il gusto, l'olfatto due sensi che si confondono e interagiscono col nostro unore, contribuiscono a rilassarci o ad innervosirci

Thursday, May 11, 2006

Perchè aromi e profumi


Il titolo del blog potrà sembrare strano, in realtà si tratta di affaciarsi in un mondo fatto di profumi e di aromi che ci circondano e che influiscono nelle nostre abitudini alimentari. Svilupperemo tutto questo mondo cercando di capire oltre agli aspetti tecnici anche certi aspetti psicologici che l'olfatto ed il gusto ci possono dare.